mercoledì, maggio 20, 2009

se il marketing politico non serve a favorire i cittadini...

Non è che debba vincere la sinistra.
neanche la destra.
non mene frega nulla da anni.

però una considerazione la voglio fare.
guardate un po' questi dati.

Il pd perde il 10% in un anno.
non governa, litiga e non migliora.

i problemi sono tutti qua?

E' solo perchè Berlusconi è un bravo uno di comunicazione che la sinistra perde sempre più consensi?

C'è stata un'esasperazione, da parte dei politici e dei politologi e da parte dei markettari e comunicatori, nell'assegnazione al valore comunicazionale sempre una maggiore importanza.

E' vero, il marketing politico è importante, ma non nella fase delle 4 p soltanto.
E' importante capire il mercato, scoprirne le necessità, ascoltarlo e dialogare col mercato.

E' importante per le imprese.
Lo è per i politici.

Bene politici.
Impariamo la lezione.

L'esaltazione e l'esasperazione del modello twitterino di Obama potrebbe offuscare ulteriormente le menti. Obama non era un mero emittente di messaggi su twitter, era anche (con le dovute proporzioni) un ricevitore, un destinatario. E ha saputo cogliere i cambiamenti, le richieste e le necessità. Utilizzando certo la comunicazione, ma dialogica.

va beh. mi stupisce che la dialogicità sia sottovalutata ancora.

mercoledì, maggio 06, 2009

Manifesto di "cosamistupisce"

Questo blog ha bisogno di un manifesto.

1. sarà utilizzato a scopo personale; la sua linea editoriale sarà "luca oliverio".

2. presenterò i miei pensieri;

3. lo userò per raccontarvi le cose che mi stupiscono, le aziende, i prodotti; ma...

4. sopratutto per raccontarvi le persone eccezionali che conosco e incontro quotidianamente;

5 per raccontarvi i progetti che mi vengono raccontati e

6. chiedervi di finanziarli, partecipare, collaborare con questi.

7 e più importante: la ricerca costante dell'eccellenza.

Queste sono alcune delle cose che mi redono un uomo libero. E le voglio fare tutte.

:)

un mea culpa e un atto d'accusa

Vi chiedo scusa. Non per quello che leggerete, ma per i miei ultimi 700 giorni, due anni circa, in cui non ho mantenuto fede a alcuni miei prinicipi e ideali, chiudendomi e non scambiando; prendendo prima di dare e dare solo per ricevere.

Ho confuso il social networking con la "scambio dei favori" chiudendomi in un cerchio formato da gruppi, persone, amici, conoscenti.

Vi chiedo scusa.

Tornerò a rispettare i miei principi che non sono di circolarità ma di informità; non sono di uniformità ma di caos; non sono di dare-avere ma di comunicare.

Come dire: voglio tornare a fare la puttana sociale che ero, senza guardare in faccia all'opportunismo e al favoritismo, ma voglio tornare a mettere in contatto e relazioni i miei amici con gli altri miei amici anche quando io sono un mero mezzo. In fondo sono un comunicatore.

E ora l'atto di accusa:
Cel'ho con quelli che mi hanno consigliato di trasformarmi in un essere circolare tu-io-noi-tu-io e quindi uniforme.
Vi dico basta. Amavo esser irregolare, sbilanciato e per niente circolare nei miei rapporti, nelle relazioni e sopratutto nelle mie attività di social networking.

:)
col sorriso sulle labbra ovviamente.
Entro stasera vi scriverò il manifesto di questo blog. che poi è il manifesto di un uomo libero.

martedì, aprile 14, 2009

Preghiera contro l'impotenza... verifichiamole tutte le case.

Non so perché mi sia venuta in mente... ma la mia idea di oggi è: prendiamo chi ha firmato i progetti delle nostre case, invitiamoli a cena una sera e oblighiamoli (con una legge, ovvio), a rilasciarci un bel certificato di qualità del nostro fabricato.
Se il nostro fabricato non è stabile va sistemato.
Con, se possibile, un piccolo contributo statale tutti ci rimettiamo a norma la nostra casa, se è possibile rimetterla in ordine, altrimenti la dovremo rifare, in un massimo di 5 anni.

Le verifiche dovrebbero partire da ieri.

In Abruzzo invece, i soli progettisti, direttori dei lavori e vari appaltatori non basterebbero a sbrogliare la situazione, quindi gli invierei i professori universitari, gli assistenti e tutti gli iscritti all'albo degli ingegneri (almeno a qualche cosa lo facciamo servirà l'albo...) e facciamo stare un po' più tranquille le persone. Giusto un po'.

Periziamo, e garantiamo l'agibilità e la stabilità delle strutture.
Una ad una.

Facciamo una legge.
Se non si può, facciamo un'associazione culturale.
Facciamo un consorzio.
Facciamo una fondazione.
Facciamo qualcosa insomma, con ingegneri e costruttori e diamoci una mossa.

Se vi chidete "a che serve"... andate a Salerno, o a Potenza; incontratevi con chi era lì nell'80. Parlategli del terremoto. Simulate una scossa. Oppure siate presenti ad una scossa e guardategli gli occhi. Li vedete? quella non è paura, è impotenza, e non fa tremare, ma morire di sconforto.

Quando qualcosa non la puoi domare, può succedere. Quando non la puoi dominare, può succedere. Quando qualcosa non la puoi prevedere, può succedere. Quando non ti puoi difendere, può succedere. Ma quando tutto ciò capita contemporaneamente ti senti morire. Sei impotente.

Partiamo dall'Abruzzo. Seguiamo con le strutture pubbliche e di pubblico interesse (prima di tutto ospedali, dormitori e case degli studenti), poi col resto. In quanto tempo avremo periziato tutto?
però cavolo, almeno dormiremo più tranquilli.

Tu, che ne pensi?

mercoledì, marzo 04, 2009

La crisi economica: rischi!

come avevo provato a raccontare con il primo post introduttivo a questi quattro dedicati alla crisi economica, dopo aver parlato de:

adesso viene il turno di questo: la crisi economica: rischi.
Sì perché ovviamente ci sono tanti, tantissimi rischi dietro una crisi economica, il più terribile è il fallimento, personale, societario; ma anche sociale e collettivo.
Il fallimento è un fardello che però è stato depenalizzato e decolpevolizzato anche a livello personale, quindi una cosa della quale oramai sempre più imprenditori ne vanno abbastanza indifferenti. Ahimè!

ma quali sono i rischi della crisi?
- la ristrettezza economica porta ad avere il braccino corto sopratutto verso:
a) dipendenti;
b) investimenti in R&S;
c) pensare a lungo termine.

La fluidità di cassa da esigenza diventa scopo; da obiettivo diventa unico fine.

Vediamola dal punto di vista del dipendente.
L'imprenditore che teme la crisi procede con più o meno ragione, a una serie di tagli del personale che immettono sul mercato manod'opera di tre livelli:
a) molto giovane e competitiva;
b) relativamente giovane e comunque molto aggiornata e dinamica;
c) anziana e comunque molto ipostatizzata.
Disegnando un grafico immaginate lungo la x da un lato la staticità e dall'altro la dinamicità e sull'asse delle y il fattore della facilità al reinserimento. Ovviamente all'aumentare della dinamicità diventa più facile trovare lavoro.

Questo significa per i dipendenti: che devono rimanere sempre e costantemente aggiornati per spostarsi il meno possibile nella zona degli statici (per staticità si intendeva fissità mentale, non tanto fisica, ovvio, e per età, quella mentale).

visto questo grafico l'imprenditore si ritrova nella terribile situazione di decidere a chi tagliare la testa: dinamici e facilmente assorbibili dal mercato o statici e molto probabilmente disoccupati per lungo periodo?

Qualunque scelta farà cedere all'azienda del know-how interno molto importante, derivato sì dalle competenze, ma anche dalla sintonia e forza di squadra che si è andata a creare all'interno del gruppo di lavoro. Almeno che non si lasci a casa un intero gruppo di lavoro; in quel caso l'importante per il gruppo sarà: rimanere uniti, così da potersi dare forza e essere magari assorbiti interamente da un nuovo gruppo imprenditoriale (questa sarebbe la situazione ideale... ma solo ideale temo).

Dal punto di vista della ricerca e dello sviluppo le aziende sono portate a tagliare quelli che vengon visti come i tempi morti: dedicati solitamente al cazzeggio e alla ricerca di nuovi strumenti, metodi e strategia dai dipendenti più interessati.

Il terzo è il taglio del pensiero a lungo termine, della semina e della costruzione.

3 rischi molto seri.
Mi auguro che nessun imprenditore ci caschi. Ma anche questa è solo una speranza mi sa.

Mi trovavo a parlare di cose simili, e sopratutto della ricerca dell'eccellenza nel gennaio del 2008 in un post che intitolavo:il valore son le persone.

Spero.

Spero in nuove idee, in nuove strade; spero nel coraggio e nell'ottimismo.
E nella ricerca dell'eccellenza.

mercoledì, febbraio 25, 2009

...a latere

A latere, così, per sfogo forse più che per "prenderne nota".

Penso che a quindici anni, quando senti di avere le risposte giuste a tutte le domande, di governare il mondo, di averlo capito e compreso appieno; o forse non sono quindi, ma 18, 21; quando a quell'età hai la convinzione di poter e voler lottare contro i venti, i mulino a vento e i lenti, in quel periodo in cui sei certo di aver capito tutto: bene, era vero.
Avevi davvero capito tutto, ma proprio tutto: ritmi, modi e anche priorità della vita.

Poi di colpo arrivano gli "adulti"... e i bambini una volta uomini non giocano piu piano piano perdono il valore di tutte le cose... e ti insegnano il loro modo di vivere il mondo, le loro priorità e di fanno dimenticare tutto ciò che con pazienza tu hai scoperto con le tue forze per 15/18/21 anni di seguito.
Una domanda: da adulto quanto tempo dedichiamo alla scoperta e alla ricerca del nostro "futuro"? certamente meno e con meno possibilità di concentrarci.

E allora...
A te che forse hai meno di 21 anni, non lasciarti ingannare: tu ora hai capito quasi tutto della vita, non farti imbrogliare.


martedì, febbraio 17, 2009

Crisi economica: opportunità.

Ho provato a raccontarvi perché a me piace la crisi economica in
- La Crisi Economica: evviva, evviva.
- La crisi economica: pahuuuura!

Adesso mi sembra giusto approfondire perché nella crisi vedo sopratutto opportunità. Già: opportunità. Di rifondare l'Italia; il mio sud, la mia calabria; la mia agenzia di comunicazione. perchè lo vedo possibile.

Vista nel settore della comunicazione, non è che in Italia si stesse male, però era diventata un po' troppo la terra dei furbetti (il quartierino), dei cuginetti (i maghi del pc anche di quindici anni tutto fare), delle reginette (agenzie di pianificazione) e dei principini (le agenzie di comunicazione ipostatizzate); bene adesso è il momento di ripartire.

Abbiamo bisogno di accendere il cervello e ragionare, pensare, creare, condividere, costruire e sopratutto prendere parte e inventare.
Dobbiamo assolutamente prendere parte alla vita sociale, culturale, economica e sociale: perché per risalire la china avremo bisogno delle nostre forze, di quelle di tutti. Ed è in questi momenti che le persone danno il meglio di se: sotto stress, sotto tensione e costretti ad agire. Lo sappiamo no.
E allora ecco che la crisi economica rappresenta una grande opportunità: mettersi tutti in gioco. finalmente.

La ristrettezza economica poi invita e costringe le aziende a investire al meglio le risorse; vero. Ma dall'altro lato permette a molte più aziende di competere tra loro. Mi spiego: se prima i grandi colossi spendevano 100 volte il mio capitale in R&S adesso ne spenderanno 10volte, perché per loro un taglio da 100'000 euro a 10'000 è un taglio importante, per me da 10'000 anche se fosse a 1'000 non avrebbe la stessa "importanza" come taglio... non so se son riuscito a dirlo nel modo corretto. Con 100'000 euro si pagano gli stipendi di 10 persone; con 10'000 di una. Quindi è impossibile competere contro quella forza, ma tra una persona pagata 10'000 euro, e una pagata 1'000 magari è più facile competere... (è un esempio, ma il ragionamento penso vada da se)

Rappresenta un'opportunità sopratutto per quelle aziende quindi che vogliono investire adesso: pensate a quelle imprese dove è il titolare a fare R&S (anche di new business), avrà certamente la possibilità di conquistare importanti fette di mercato; e se a questo punto, a parità di valori economici messi in campo si potessero valorizzare le vere competenze? e magari migliorare le tue e farle emergere? e magari ancora presentare dei piani low budget e hi performance?

Ecco; questi sono aspetti che vedo come opportunità nella crisi economica.

E poi... aguzzare l'ingegno.
Voglio fare un esempio pratico. Sono dieci anni che realizzo siti web di tutti le tipologie, progettando community, servizi, e vetrine; però in questi dieci anni ho raggiunto una certa maturità nella progettazione di community innovative; bene, se voglio sopravivvere alla crisi economica sarà il caso di stringere i denti, concentrare le mie energie, i miei studi e le mie ricerche verso questa unica direzione; confezionando best practice, case history, e un ricco portfolio dedicato a questo tema e poi farlo vedere ai potenziali clienti.
Certo funzionava così anche prima; ma prima, dico per dire, l'armando testa poteva dedicare 6 stagisti e due senior per x giorni allo studio esclusivo di una gara; io invece, piccolo imprenditore preso per la gola dalla carenza della fluidità di cassa non potevo farlo; e allora vincevano loro.

Adesso che anche i grandi gruppi hanno ristrettezze di questo tipo probabilmetne ci ritroveremo a gareggiare un po' più a armi pari e quello che emergerà sarà l'innovazione, l'invetiva e la qualità delle idee...

Ovviamente tutto ciò AMMA (a mio modesto avviso... lo scrivo AMMA, perché odio la pigrizia della lingua italiana che si è appiattita su uno sterilissimo IMHO).

lunedì, febbraio 16, 2009

La crisi economica: pahuuuura!

Paura. Sì, paura.
Perché quel ministro (compreso il primo) e quell'altro (compresa la Gelmini) continua a parlarci di crisi, crisi, crisi. E anche Veltroni dice che la crisi durerà tre anni (potere di futurologo? bah). E questo fa paura.

La gente, se c'è la crisi economica deve effettuare dei tagli; lo dicevamo anche nel post di prima in fondo; anche se preferisco parlare di razionalizzazione... va bene, si vada anche con i tagli; e tagliamo. Ma cosa? noeh, non ci pensate proprio; ahio! lo sapevo, hanno tagliato un'altra cosa che costa poco e influisce molto poco sul bilancio rispetto ad altre voci che invece...

Esempio: quante aziende avranno deciso di tagliare le spese sul "caffè offerto ai dipendenti"? sì,la macchinetta del caffè... i buoni pasto; i rimborsi spese per trasferte, benzina, ristoranti; le ore di straordinario, i premi di produzione... Ehi, posso dirvelo in modo chiaro: ma siete impazziti? scusate la volgarità.

Ma quelli quanto vi costano in un anno? sì certo, vi costano; ma non sono uno spreco, sono GRATIFICAZIONI!. Cavolo; gratificazioni. I dipendenti sono già bistrattati da più parti; la crisi l'avvertono in paura e tensioni; adesso anche in azienda no dai, vene prego; sarebbe un errore dar loro questo colpo. Psicologicamente farete avvertire di più questa crisi.Dovete far dei tagli fateli in modo razionale. E poi: siete sicuri che dovete farli? non si può per caso migliorare l'offerta; differenziarla; offrire nuovi servizi; dedicarvi con maggiore serietà e serenità a delle nicchie di mercato che già servite ma a cui potreste dedicare maggiori attenzioni massimizzando i profitti?

Eh sì dai, certo che si può.

La crisi economica mi fa paura perché tutti ne parlano in modo "terrorizzante" senza molta cognizione di causa e senza troppe capacità.Non so se sia la metafora migliore, ma ho immaginato il sistema economico come il sistema idrico, che vista nel piccolo potremmo raccontare così: se la damigiana è da duecentro litri posso riempire equamente 200 bottiglie da litro oppure spareggiare le parti. Se però una parte di acqua la lascio nella bottiglia (o peggio nella damigiana)... più bicchieri saranno vuoti o avranno meno acqua nella migliore delle condizioni.I bicchieri devon esser riempiti; questo è l'obiettivo. se però uno evita di versare l'acqua, e
poi anche un altro e così via... beh, ci sarà poca acqua in circolazione e il resto viene da se.

Ora quello che si dovrebbe fare è evitare di far paura alla gente; se non guadagni meno di ieri perché hai paura, di cosa? per giunta stanno diminuendo i prezzi al consumo di alcuni beni (e comunque su questo l'intervento dei Governi sarebbe auspicabile)... allora perché mai aumentare il tuo risparmio? perché diminuire i tuoi investimenti caro imprenditore? a qual fine spingere di meno i tuoi prodotti sul mercato? perché c'è la parola crisi in giro per il mondo? beh, la crisi amico mio la stai creando tu in questo modo, scusa ma dovevo dirtelo.

Certo semplificando, giocando e parlando molto in modo micro forse...

però a me la crisi fa paura per questa ragione: la gente ha paura della crisi perché ne sente parlare tanto, la avverte un pochino e si chiude a riccio, almeno nella quantità che ne sente parlare e crea la crisi vera, anzi, anche peggio di quella preventivata.

Ora non vorrei esagerare, ma AMMA (a mio modesto avviso) la crisi è molto ma molto generata dalla paura; e poco, pochissimo reale. Ci sono imprenditori che si lamentano; altri che hanno visto il fatturato e il ricavo aumentare.

Quelli che si lamentano alcuni hanno ragione: vendono meno. Altri invece non vendono meno, ma si lamentano e si proteggono per paura.
Non vorrei davvero che tra dieci anni riguardandoci indietro ci troveremo a dirci: però, la crisi era di intensità 4/10 e noi l'abbiamo trasformata, per paura, in una di intensità 10/10...
Più è bassa l'intensità della crisi, meno avremo paura di investire sul nostro futuro e più veloce sarà la ripresa; e sarà una ripresa anche del mio sud se la gente saprà sfruttare l'occasione.

(leggete anche "la crisi economica: evviva" però, senno vi fate un'idea errata di come la penso :DD)

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